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Tutti contro la Juve

Chi credeva in un nuovo e radioso corso, dopo le disfatte dell’ultima annata, al momento resta deluso. Per la Juventus continua ad essere un periodo nero, nerissimo. Come se non bastassero le amarezze in chiave mercato (i rifiuti in serie di Di Natale, Burdisso, Borriello e Kaladze faranno epoca) e il mediocre avvio di campionato (0-1 a Bari), ora è il plotone dei ‘neoex’ a schierarsi apertamente contro la Signora. Attacchi duri, ferocissimi, da parte di giocatori appena partiti da Torino.

Il più furioso è certamente Diego, al quale era stata promessa una seconda chance. Macché: giunta in sede l’offerta del Wolfsburg, Marotta lo ha impacchettato e rispedito in Germania. L’ex Werder sbotta: “Marotta mi ha tradito, aveva già deciso di vendermi. Delneri voleva che restassi, il direttore invece non è stato chiaro. Lui ha fatto intendere che vuole fare una squadra italiana. L’Inter però nell’ultimo anno ha vinto senza italiani. Le grandi squadre si costruiscono puntando sui campioni, non si guarda la nazionalità. La Juve ha sbagliato campagna acquisti: sono arrivati tanti buoni giocatori ma nessun campione. Spero che in futuro possa essere un progetto vincente, anche se fino adesso è sbagliatissimo. Probabilmente il nuovo direttore non ha ancora capito che cosa vuol dire guidare la Juve”.

Anche Sebastian Giovinco non scherza. Direttamente da Parma, sua nuova dimora, la formica atomca dice: “Non sono stato trattato come mi aspettavo. A Parma è come una famiglia, dove tutti si aiutano e si vogliono bene, siamo una squadra unita. Meglio che alla Juve, soprattutto rispetto all’ultimo anno. Le cose sono andate male, è stato un periodo difficile per me, per tutta la squadra e per la società, il periodo più brutto che la Juve abbia passato. Quindi potete immaginare…”.

Infine, l’ultimo attacco firmato Jonathan Zebina, neodifensore del Brescia: «Risconoscenza? Non ci aspettavamo riconoscenza quando abbiamo deciso di restare alla Juve anche in serie B, poi però abbiamo visto come hanno rimandato a casa uno come Pavel Nedved e da quel momento in tanti nel gruppo avevamo capito che dalla società non potevamo aspettarci niente di particolare». Messaggi chiari, frecciate che fanno male. Sì, la Juve è accerchiata e sta per vivere una delle stagioni più difficili di sempre. Di certo, ora basta chiacchiere. Si penserà solo al campo, unico vero giudice. E’ lì che Del Piero e compagni dovranno rispondere, ridando lustro e prestigio alla Vecchia Signora. Colpita, ferita e un po’ ammaccata.

Alessio Nardo alessio.nardo@libero.it
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