Stamattina alle ore 12, Luca Toni è stato presentato a Trigoria. Sorridente, sereno e motivato. L’attaccante modenese non vede l’ora di iniziare a far gol con la sua nuova maglia. Indosserà la casacca numero 30, la stessa che tanta fortuna gli portò ai tempi di Firenze…
Innanzitutto auguri a tutti. Sono strafelice di essere qua. Il presidente lo sa, la Roma è la squadra che ho sempre voluto. Da quando ho deciso di lasciare il Bayern il mio desiderio è stato di venire nella Capitale. Sono felice, mi metto a disposizione del mister e spero di aiutare la squadra a raggiungere bei traguardi.
Ciao Luca, quali sono le motivazioni che ti hanno portato a lasciare un ingaggio importante come quello che percepivi al Bayern per rimetterti in gioco nella Roma?
Io ho grandi motivazioni. Appena ho saputo della Roma ho deciso di venire. Conosco già i miei nuovi compagni, mi son sentito con loro, voglio rimettermi in discussione , voglio aiutare la Roma. Son carico, non sarà facile, vediamo che succede. Ho 6 mesi per dimostrare e fare bene, e fare gol.
Benvenuto Luca, il modulo di riferimento della Roma è il 4-2-3-1. In quale ruolo ti troveresti meglio? Meglio leggermente davanti a Totti oppure al suo fianco?
Sono problemi del mister. Io devo meritarmi il posto, qui ci sono attaccanti forti, il campo deciderà. Io sono un attaccante centrale, le mie caratteristiche si conoscono. Abbiamo un grande allenatore, ed ho già parlato con lui. Saprà trovarmi la giusta collocazione.
Hai scelto il numero 30, vero?
Si, mi ha portato tanta fortuna nella mia carriera.
Ascoltando le dichiarazioni dei dirigenti del Bayern, il tuo problema era solo con Van gaal e non con la società. Definitivamente chiusa l’avventura tedesca o fra 6 mesi se ne riparlerà?
Io ho un bel rapporto con la dirigenza. E’ merito anche loro se oggi mi trovo qua. Volevo venire qua e mi hanno assecondato. Al Bayern ho avuto problemi con l’allenatore, ma ormai son cose che fanno parte del passato. In 6 mesi ovrò dimostrare meritare la maglia della Roma, per ora sono in prestito. Se ne riparlerà a giugno. Devo dimostrare di essere da Roma, e spero in 6 mesi di dare molte soddisfazioni tifosi.
Fisicamente come stai? Hai già i 90 minuti nelle gambe?
Non lo so, l’ultima partita l’ho giocata a novembre poi ho avuto problemi con l’allenatore e sono stato messo fuori rosa. Mi sono sempre allenato bene, fisicamente sto bene, ma un conto è l’allenamento e un conto è la partita. Si vedrà, anche oggi contro la Cisco sarà un test importante per me.
L’Inter t’ha mai cercato? Pensi che con il tuo acquisto, la Roma possa diventare l’anti-Inter?
Fa piacere sapere che la Roma sia temuta da alcuni giocatori dell’Inter, ma dirà il campo. È vero, tante squadre mi volevano, ma il mio procuratore conosceva bene la mia unica volontà. S’è lavorato, c’è voluto tempo, ma ringrazio i dirigenti del Bayern per aver assecondato la mia voglia.
Ti ha fatto piacere che molti giocatori importanti della Roma t’abbiano voluto qui?
Conta tanto, ho sentito affetto da parte di tutti. E’ un mese che mi sento con Francesco, Daniele e Simone. Mi hanno detto che qui c’è un ambiente fantastico. Poi è normale, con loro ho vissuto bei momenti in nazionale, il rapporto è particolare. E’ servito molto sentire il loro affetto e anche quello della società.
Comè stato l’incontro con Totti? Quant’è importante per te lo stimolo del mondiale?
Francesco l’ho visto stamattina sul lettino. Gli ho chiesto “che hai fatto?” E lui mi ha risposto: “Hai visto? Ora anche tu prenderai un po’ di botte per me”. Lui lo conoscete, gli piace scherzare. Io ora penso alla Roma, la nazionale viene dopo. Può solo arrivare attraverso la Roma. Il mio unico pensiero è fare bene qua e aiutare i miei compagni a vincere le partite. La nazionale è una conseguenza.
Perché hai scelto la Roma?
Non lo so, volevo la Roma perché mi piaceva giocare qua con Francesco, mi piace la piazza, offre grossi stimoli. Sono quelle sensazioni strane. Ti dicono Roma e ti scatta qualcosa…
Molti hanno già accostato il suo acquisto all’arrivo di Batistuta…
Batistuta è stato un grande attaccante. Anche a Firenze mi accostavano a lui, sono anche riuscito a battere il suo record di gol. Qui lui ha vinto lo scudetto…L’importante è iniziare a giocare e a fare gol. Vediamo che succede.
Raccontaci il Toni fuori dal campo.
Toni fuori dal campo è un ragazzo normale, con una splendida fidanzata, che vive serenamente e fa il lavoro che ama. Mi ritengo fortunato.
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it