Stadi italiani: un pasticcio totale

Stadi italiani: un pasticcio totale

Migliaia di tifosi che sostengono le proprie squadre tanto in casa quanto in trasferta. Che meraviglia!

Quanto siamo bravi in italia ad invidiare gli stadi inglesi. Come piacerebbe anche a noi avere dei tifosi così calorosi, ma allo stesso tempo così “composti” e corretti.

Purtroppo però, nel nostro Paese non funziona così. Perchè?

Innanzitutto a causa dello svantaggioso rapporto qualità-prezzo: campi da gioco troppo spesso paragonabili a terreni agricoli e tabelloni pubblicitari che garantiscono una visuale pessima soprattutto in prossimità delle porte, associati a prezzi dei biglietti eccessivamente alti.

In secondo luogo, ma assolutamente non di meno importanza, vi è il discorso sicurezza.

Il binomio stadio-violenza infatti è ancora troppo spesso una realtà nonostante i numerosi provvedimenti attuati negli ultimi anni, quali l’introduzione dei tornelli all’ingresso dello stadio, biglietti nominali, maggiori controlli e restrizioni per le partite “a rischio”.

Provvedimenti seri o solo “buffonate” di facciata?

Gli steward infatti sono impeccabili all’ingresso nel farti buttare la bottiglietta d’acqua, perchè potenzialmente pericolosa. Ma com’è che i fumogeni e i petardi invece possono entrare?

Ultimamente, per alcuni tifosi è persino impossibile acquistare regolarmente i biglietti a causa di restrizioni spesso infondate e assurde. Al contrario è semplicissimo procurarsi tagliandi falsi ed assistere con gli stessi al match.

Inoltre non sono così rari episodi di violenza prima e dopo le partite. Dove sono in quei momenti le forze dell’ordine? E i mass media? Per quale motivo le tv e i giornali trattano questi argomenti in modo marginale e al contempo si soffermano su cose certamente più futili quali il caso Terry, piuttosto che le serate in discoteca di Ronaldinho?

Che fine hanno fatto la tutela dei tifosi paganti e la giustizia italiana?

La giornata di campionato appena trascorsa ci ha regalato più di una “perla” in tal senso. Scene di guerriglia nel pre partita a Udine fra padroni di casa e ultras partenopei, contestazioni non certo ortodosse in casa di Siena e Lazio, dove alcuni tifosi hanno dato fuoco a dei seggiolini.

Dove andrà a finire di questo passo il nostro amato calcio?

Sabrina Zuanon

sabrizu@virgilio.it

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