Vecchi ricordi. Un passato che non c’è più, ma spesso rimembrato con molteplici rimpianti. Ad Alessio Secco, ex direttore sportivo della Juventus, non è andata giù la scelta della nuova proprietà di far piazza pulita, eliminando le cosiddette ‘pecore nere’ della vecchia gestione. Fra esse, anche il giovane dirigente, ‘accusato’ di aver gestito male le precedenti sessioni di mercato. Eppure, un anno fa gli acquisti di Diego e Felipe Melo furono giudicati positivamente, tant’è che la Juve spiccò il volo ‘sulla carta’, sfiorando l’impatto con la maestosa Inter. E’ seguita una stagione da incubo, l’ingresso di Andrea Agnelli e Beppe Marotta e l’addio di coloro che han fallito. Storie di calcio e di vita. Se si vince si è tutti sul trono, in caso di sconfitta si va tutti a casa.
E’ una legge non scritta, ma il buon Secco prova ad accettarla con serenità. In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l’ex dirigente parla del passato e presente bianconero: “Errori ne avrò fatti. Uno che però mi pesa di più riguarda la difesa della mia professionalità, intesa in questo senso: ho condiviso troppo le scelte, in quella Juve non avevo il potere decisonale che la gente immaginava ma agli occhi del mondo il resposabile ero comunque io. E ho pagato, credo a caro prezzo. Anche con tanto qualunquismo di contorno. Ora alla Juve decide Marotta e basta. Meglio così, giusto così » .
Due nomi: Diego e Cassano. Sul primo, Secco tiene a difendere l’operazione portata avanti e conclusa col Werder Brema quindici mesi fa: “Diego ha sbagliato una stagione. Un anno assurdo, di quelli che nel calcio ti può succedere. Ma sulle qualità del calciatore credo non si possa discutere. L’ho seguito per due anni, da solo faceva girare il Werder. Sorpreso dalla sua cessione? No, era chiara la linea operativa della nuova dirigenza: cancellare il passato». Sul secondo, tanti rimpianti: “Due anni fa lo avevo praticamente portato alla Juve, eravamo vicinissimi . Ma all’interno ci fu più di una obiezione, nel momento decisivo, riferita a dubbi sul cambiamento umano di Cassano. Io ero certo che avesse capito i suoi errori. Non se ne fece nulla. A me è rimasto il bel rapporto con Antonio». Sulla Juve attuale, Secco esprime un parere sincero, che tuttavia ha il sapore della frecciatina: «Io spero più avanti possibile perché lì ho lasciato tanta gente che conosco. Ma sulla carta non vale le altre tre. E per il quarto posto deve guardarsi le spalle: Palermo, Fiorentina e Genoa si sono attrezzate».
Alessio Nardo alessio.nardo@libero.it






















































