Sabato sera nella Capitale va in scena una delle più grandi classiche del calcio italiano. Si affrontano infatti due storiche rivali come Roma e Juve, in un match assai delicato per motivi di classifica e non solo. I bianconeri sono alla caccia dei punti necessari per proseguire una rincorsa scudetto assai problematica, visti i sette punti di vantaggio che l’Inter possiede. Per i giallorossi invece, vincere diventa fondamentale per non perdere altri preziosi punti nella lotta al quarto posto. Situazione delicatissima per Luciano Spalletti che arriva a questo big match con una rosa ridotta praticamente all’osso. Mancheranno quattro squalificati (Motta, Pizarro, Diamoutene e De Rossi, anche se su quest’ultimo è in ballo un ricorso della società) ed una serie interminabile di infortunati. Si va dai cronici Cassetti, Cicinho, Juan, Taddei, Aquilani e Perrotta ai possibili esclusi dell’ultima ora. In pochi sembrano godere di una condizione fisica perfetta, di conseguenza il mister di Certaldo dovrà forzatamente fare affidamento su uomini sofferenti, come già successo peraltro nelle ultime sfide.
In serio dubbio in vista di sabato sera vi sono capitan Totti, perennemente alle prese con una serie incalcolabile di malanni, Vucinic, Ménez, Baptista, Panucci, Loria e persino il giovane Bertolacci. Sostanzialmente il resto della rosa, e la situazione si fa sempre più difficile. Tra gente malconcia, giocatori fuori ruolo e giovani chiamati al loro esordio servirà comunque un denominatore comune, il cuore. E’ ciò che sta portando avanti la Roma da molto tempo, l’unica arma possibile per rispondere alle avversità della sorte e di una stagione assai complessa sin dal suo avvio. La gente giallorossa non abbandonerà i suoi ragazzi, anzi. Sabato sera l’Olimpico verrà di nuovo colorato a festa per celebrare un grande evento che, come molti grandi eventi, ha vissuto precedenti emozionanti se non indimenticabili. Riviviamo quindi gli ultimi dieci anni di Roma-Juve, una sfida pazzesca e al cardiopalma. Una sfida che fa scaldare il cuore degli appassionati, oggi più che mai.
STAGIONE 1998-1999: ROMA-JUVENTUS 2-0
Le accuse estive di Zdenek Zeman nei confronti della Juventus (riguardanti il doping) hanno non solo contribuito a far luce su una triste e delicata questione del nostro calcio, ma anche ad infuocare ancor di più la rivalità tra giallorossi e bianconeri. la Juventus di Marcello Lippi vive una stagione assai tribolata, che vedrà fra l’altro il tecnico toscano dimettersi a metà torneo per lasciare spazio ad Ancelotti. Poche soddisfazioni per la compagine piemontese, un campionato anonimo che la vede soccombere anche all’Olimpico dinnanzi alla brillante Roma del boemo. La sfida è comunque equilibrata e vive di fiammate, come quella che allo scadere del primo tempo porta in vantaggio i giallorossi. Francesco Totti batte a sorpresa un calcio di punizione dal limite dell’area, fornendo un assist succulento per Paulo Sergio che in spaccata anticipa il portiere ed insacca. Gol bellissimo ed Olimpico che esplode. La ripresa vede la Juve sforzarsi al massimo per pervenire al pareggio, ma i bianconeri non vanno oltre un palo colto dall’ex di lusso Daniel Fonseca su punizione. Nei minuti finali arriva il secondo squillo romanista, grazie ad uno show personale di Vincent Candela che parte in percussione dalla sinistra per poi entrare in area e scaraventare sotto la traversa un destro formidabile. 2-0 e tutti a casa, la malandata Signora deve chinare il capo al cospetto dei ragazzi di Zeman.
STAGIONE 1999-2000: ROMA-JUVENTUS 0-1
E’ una Roma sulle ali dell’entusiasmo quella che arriva nel girone d’andata al confronto casalingo contro la Juve di Ancelotti. I giallorossi, guidati dal neo tecnico Fabio Capello, hanno superato un inizio di stagione in sordina ed ora sono proiettati verso le alte zone della classifica. La sfida con i bianconeri torna quindi ad avere il sapore del match scudetto dopo molti anni, e l’emozione attorno all’evento è assai palpabile. Lo stadio si riempie, la gente torna a sognare e questa Roma ha tutto per sviluppare entusiasmo tra i tifosi. La squadra c’è, è in forma, e prova subito a dimostrarlo. Alenitchev illude la Sud segnando, ma il gol è annullato. La gara è equilibrata e le occasioni si alternano in entrambe le aree. Servirebbe il colpo di un singolo, e purtroppo il colpo lo trova la Juventus. Nel corso del secondo tempo, Zinedine Zidane ha la possibilità di calciare una punizione da posizione assai pericolosa. Il suo destro a giro è impeccabile, a nulla serve il volo plastico di Antonioli. Juve in vantaggio e Roma all’assalto del pareggio. Il cuore e la determinazione non bastano, Capello deve incassare una sconfitta pesante che allevierà i propositi di gloria giallorossi. Almeno per la stagione in corso.
STAGIONE 2000-2001: ROMA-JUVENTUS 0-0
Nell’anno dello scudetto romanista, la sfida tra giallorossi è bianconeri non può avere altri significati se non il vero confronto diretto per l’assegnazione del titolo. La Lazio campione in carica potrà solo tentare di infastidire le due rivali, ma senza riuscire ad impensierirle più di tanto ed a scrollarsi dal terzo posto. Il match dell’Olimpico si disputa immediatamente prima di Natale, e le due squadre sembrano non avere molta voglia di rovinarsi reciprocamente la festa. La Roma ha sei punti di vantaggio in classifica e pensa soprattutto a gestirli per passare delle tranquille festività, mentre i bianconeri di Ancelotti sembrano accogliere positivamente un pareggio comunque positivo. Ecco perché la grande sfida non offre moltissimi spunti, cosa che invece farà il match di ritorno al Delle Alpi. Quel 2-2 firmato Nakata e Montella in rimonta, è il vero simbolo del trionfo giallorosso del 2000-2001.
STAGIONE 2001-2002: ROMA-JUVENTUS 0-0
Se lo 0-0 dell’annata precedente si rivelerà a fine campionato un pareggio assai utile ai fini della conquista del titolo, non si può certo dire lo stesso per il medesimo risultato dell’annata seguente. Roma-Juve del 2001-2002 è la gara dei rimpianti, la sfida dove i giallorossi avrebbero potuto dare l’assalto decisivo al secondo scudetto consecutivo, e che invece ha lasciato in molti perplessi soprattutto per l’atteggiamento tattico della squadra. Con la Juve rimasta in dieci nel primo tempo, Capello non ha osato preferendo gestire uno schieramento con due sole punte, senza rischiare l’entrata in campo di Montella e decretare l’assalto all’area juventina. L’occasione di Batistuta (palla salvata sulla linea di porta da Pessotto) griderà vendetta ancora per anni. Quello 0-0 è ancora motivo di rammarico per molti tifosi romanisti. Quella sera venne davvero persa una grandissima occasione per centrare il bis tricolore.
STAGIONE 2002-2003: ROMA-JUVENTUS 2-2
Il sapore dello scudetto non è il motivo principale del Roma-Juve di questa stagione. I giallorossi vivono la classica annata storta, una stagione con pochissime luci e molte ombre che vedrà quasi tutto andar storto. Il match contro i bianconeri rappresenta un po’ l’emblema di questa situazione, una gara nata bene con ottime premesse e positivi riscontri ma che terminerà lasciando tanto amaro in bocca ai supporters giallorossi. La prima parte vede una Roma arrembante che cinge d’assedio la difesa bianconera. Lima coglie Totti in area con un preciso cross, il capitano stoppa di petto e conclude di sinistro battendo Buffon. E’ un gol stupendo che sembra lanciare alla grande la serata giallorossa. La rete del raddoppio è ancor più bella: il tacco di prima di Totti libera Cassano solo davanti a Buffon; il barese riesce a dribblare il portiere juventino e ad insaccare nella porta sguarnita. Il duo meraviglia fa spettacolo, e la Roma è avanti di due gol. La grinta della Juve però è ben nota, ed anche la fortuna che in questo periodo tende ad accompagnarla. Passano solo due minuti e Del Piero trova di testa la rete che dimezza lo svantaggio, sugli sviluppi di un corner. L’entusiasmo dei paganti sembra affievolirsi, la ripresa è una lotta contro il tempo. La squadra di Capello lotta fino in fondo per conservare il vantaggio, ma Pavel Nedved punisce i giallorossi a cinque minuti dal novantesimo. Gran destro sotto l’incrocio, e la gara finisce 2-2. Un punto che va bene solo alla Juve, e che lascia tanta amarezza tra i sostenitori della Lupa.
STAGIONE 2003-2004: ROMA-JUVENTUS 4-0
E’ una serata memorabile, una di squelle sfide che rimarranno per anni nei cuori dei tifosi giallorossi. Un match intenso, giocato ad altissimi livelli da una Roma spaziale, guidata dai suoi fantastici campioni in grado di distruggere una Juve mai così piccola ed indifesa. La sfida dello Stadio Olimpico serve a decretare chi, tra le due compagini in campo, può candidarsi in maniera più autoritaria a contendere lo scudetto al Milan sino all’ultima giornata. La risposta che arriva, è quantomeno inequivocabile. Non c’è storia, la Roma di Capello appare di un’altra pasta e non ci mette molto a concretizzare la propria superiorità. Sugli sviluppi di un corner, è Olivier Dacourt a trovare il destro vincente che beffa Buffon. Curva Sud in delirio per la prima rete del centrocampista francese con la maglia della Roma. Nella ripresa l’arbitro Collina vede un netto fallo su Cassano in area. Calcio di rigore: Francesco Totti è impeccabile e firma il 2-0. Juve in confusione, Montero si fa espellere e per Lippi è notte fonda. Antonio Cassano trova il 3-0 con un perfido tocco sotto porta, è festa. I bianconeri provano a rientrare in partita grazie ad un generoso rigore a loro concessogli, ma Trezeguet conferma la serata negativa della Signora sparando addosso a Pelizzoli. La serata perfetta si conclude con un’azione travolgente che porta Mancini al cross dalla destra e Cassano al colpo di testa vincente che vale il 4-0 finale. Show allo stato puro, Totti contribuisce alla goduria romanista con il gesto dei quattro gol rivolto al polemico Tudor. Serata fantastica, che dopo cinque cinque anni ancora vive nelle menti e nei cuori dei romanisti.
STAGIONE 2004-2005: ROMA-JUVENTUS 1-2
In una stagione molto difficile per tutto l’ambiente giallorosso, la sfida alla Juventus dei vituperati ex diventa l’occasione del riscatto e della rivincita. Almeno per una sera. Tra i bianconeri ci sono Fabio Capello, Emerson, Jonathan Zebina. Gente che per anni ha vissuto nella Roma e che ha deciso, di punto in bianco, di difendere i colori nemici lasciando la Capitale senza una conferenza stampa, senza un saluto all’ambiente che tanto li aveva osannati. Ovvio il risentimento di un popolo, quello romanista, che sa dare affetto ma anche infliggere duri colpi agli ex che non hanno rispettato il valore del popolo medesimo. La serata che vede protagoniste in campo Roma e Juve non è quindi solamente l’occasione per una semplice partita di calcio, peraltro già condita da fascino e da antiche rivalità. Diventa l’occasione per sfogare in campo tutta la rabbia possibile, per fare di una serata un’occasione di rivincita. Il match è duro, ed il gol di Cannavaro in avvio complica il tutto. Peccato che la posizione del difensore della Nazionale sia di netto fuorigioco, ma questo è solo l’inizio. Antonio Cassano trova il pareggio intorno a metà primo tempo, con un grande gol. Passano solo due minuti, e l’arbitro Racalbuto di Gallarate fischia un clamoroso rigore a favore della Juve. Traianos Dellas commette fallo su Zalayeta, ma chiaramente fuori area. Le proteste sono vane, Del Piero dal dischetto è freddo e realizza il 2-1. Olimpico infuriato, Roma più rabbiosa che mai. Ma la rete del secondo pareggio non arriva neanche in una ripresa tutta cuore. Vince la Juve, vince a suo modo. In maniera palesemente irregolare, in maniera vergognosa. Un anno e mezzo più tardi Calciopoli farà giustizia.
STAGIONE 2005-2006: ROMA-JUVENTUS 1-4
La prima annata di Luciano Spalletti in giallorosso vede una Roma andare a rilento nel girone d’andata. La sonora batosta contro la Juve di Capello è un colpo molto duro inferto all’orgoglio dei ragazzi di Trigoria, che però riusciranno nel tempo a trovare le giuste armi per il riscatto. Contro i bianconeri, il primo tempo vede alcuni spunti del gioco brillante della futura Roma spallettiana. La concretezza non è ancora la miglior arma di questa squadra, e le occasioni da gol non vengono finalizzate. E’ la Juve a trovare la rete del vantaggio allo scadere del primo tempo, grazie ad un colpo di testa di Pavel Nedved. Nella ripresa ci si attende una Roma all’arrembaggio, ma sono i bianconeri a chiudere il conto grazie a dieci minuti di fuoco. Prima Zlatan Ibrahimovic e poi due volte Trezeguet infliggono colpi durissimi al morale dei giallorossi. La reazione d’orgoglio c’è, ma oltre ad un rigore vincente di Totti non si va. Capello trionfa in quello che fu il suo stadio, Spalletti riflette sui difetti dei suoi e non tarderà a trovare la ricetta idonea per uscire definitivamente dal periodo buio.
STAGIONE 2007-2008: ROMA-JUVENTUS 2-2
Dopo la stagione in Serie B a causa degli illeciti sportivi di Calciopoli, la Juventus si presenta nel massimo campionato con Claudio Ranieri in panchina ed un’immagine complessiva più pulita. La squadra è sempre molto forte e competitiva, avendo mantenuto molti assi degli anni precedenti, ma il cambio di dirigenza e di filosofia hanno certamente reso meno invisa la Vecchia Signora a chi poco digeriva l’arroganza e la strafottenza dello stile Moggi. Roma-Juve è comunque sempre Roma-Juve, la sfida che ritorna dopo due anni di assenza e che si rivela intensa come sempre. E’ un grande match, aperto dal gol di testa di David Trezeguet che placa il pubblico giallorosso accorso in massa allo stadio. Si, perché la Roma di Spalletti vive un gran periodo avendo iniziato nel modo migliore la stagione. L’occasione di una prima fuga scudetto c’è, e ad alimentare il tutto ci pensa Francesco Totti con una fantastica doppietta. Nell’ambiente romanista comincia a svilupparsi una convinta esaltazione, ma gli spallettiani commettono un errore grave. Lasciano nel cassetto la concretezza, e si innamorano del concetto di “dare spettacolo”. Nella ripresa le giocate e le manovre dei giallorossi rubano l’occhio, ma al momento di realizzare il 3-1 qualcosa viene meno. La Juventus è squadra che sa approfittare di simili defaillances, e se Del Piero sa perdonare sparando in curva un calcio di rigore, lo stesso non fa Iaquinta realizzando all’88° la rete del 2-2. Il risultato conferma la buona salute di entrambe, ma lascia anche molti rimpianti ad una Roma che poteva davvero spiccare il volo.
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