Nel giro di pochissimi giorni, i tifosi della Roma hanno visto andar via due colossi della storia giallorossa. Prima Christian Panucci, e poi Vincenzo Montella. Gente che con la casacca romanista ha saputo scrivere pagine indelebili nella memoria di ogni vero appassionato. Due ragazzi vincenti, esperti, tosti. Giocatori speciali, in grado di far emozionare ed innamorare chi ha avuto la fortuna di averli dalla propria parte. La loro storia è un’affascinante ed intenso percorso, che purtroppo si è interrotto. Momentaneamente per il primo, definitivamente per il secondo. Christian Panucci arrivò a Roma in una giornata particolare e devastante per tutto il mondo. L’11 settembre 2001 “pensare” al calcio era pura follia, ma mentre nel pianeta serpeggiava il terrore, il mercato andava avanti e la società giallorossa portava a termine un acquisto importante. Panucci arrivò in silenzio nella Capitale, salvo poi imporsi nel corso del tempo. Lo volle Fabio Capello, suo grande estimatore. Tuttavia, il periodo d’oro di Christian in maglia romanista ebbe iniziò proprio dopo l’addio del tecnico friulano, nel momento in cui decise di legarsi indissolubilmente alla Roma, per amore della città. I tifosi, da quel momento, lo hanno apprezzato e stimato ancor di più. Un calciatore esemplare, con un unico difetto: il carattere fumantino. Con Luciano Spalletti c’è stato un feeling duraturo, interrotto nell’ultima stagione dal famoso e sgradevole episodio di Napoli, che ha sviluppato una profonda crepa nel rapporto tra il difensore e l’ambiente giallorosso, tanto da interrompere le trattative per il rinnovo del contratto. Quel rinnovo che avrebbe dovuto sancire il matrimonio a vita fra le due parti, e che invece non si farà più. Christian continuerà a giocare, ma non più nella Roma. Per Vincenzo Montella, invece, è arrivato il momento di dire basta. L’aereoplanino sembrava intenzionato a disputare almeno un’altra stagione, ma una serie di situazioni lo hanno portato a chiudere anticipatamente la propria straordinaria carriera. ”Topgun” arrivò a Roma nell’estate 1999, e fu il primo grande acquisto dell’era Franco Sensi. Uno storico scudetto, quello del 2001, una supercoppa italiana e ottantatre gol realizzati in maglia giallorossa. Anche per il bomber di Pomigliano d’Arco non sono mancati i dissidi con i tecnici, e soprattutto con Fabio Capello. Una caratteristica comune, quella dell’orgoglio e della spiccata personalità, che ha portato Panucci e Montella a non accettare ruoli di ripiego, nonostante le rispettive età avanzate. Come tutti i rapporti che si concludono, porteranno con sé ricordi gioiosi e qualche rimpianto. Ma nei cuori dei tifosi romanisti, questi due straordinari campioni occuperanno sempre un posto speciale. Arrivederci ragazzi.
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it
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