Ogni maledetta domenica

Ogni maledetta domenica

Ogni domenica migliaia di tifosi sono ingiustamente costretti a rinunciare allo stadio perchè macchiati dall’orrendo crimine di non risiedere nella regione in cui si disputa la partita.
Poco importa se, ad esempio, a Roma-Catania vuole assistere un turista piuttosto che un lombardo o un pugliese. Niente da fare se non sei un cittadino del Lazio o se non fai parte di un gruppo organizzato catanese.
Almeno in teoria.
Già, perchè se legalmente ti sarebbe impossibile acquistare il biglietto senza tali requisiti, in realtà chi volesse “fare il furbo” potrebbe con estrema facilità munirsi di un tagliando falso ed entrare ugualmente allo stadio.
Nel nostro Paese quindi per poter andare a vedere una partita di calcio o hai la fortuna di far parte di una ristrettissima casta di “eletti” oppure devi infrangere la legge.
E dire che in Italia il calcio è lo sport più amato, senza il quale il cittadino medio non potrebbe mai vivere.
Uno si aspetterebbe proteste continue contro i “signori” che proibiscono le partite, e invece…
Invece evidentemente lo sport nazionale non è più il calcio ma la TV.
Le società calcistiche vivono di diritti televisivi, le televisioni vivono di spettatori, l’Osservatorio, il CASMS e i potenti di comune accordo fanno in modo di negare il “diritto alla stadio” ai tifosi… e i tifosi? Stanno a guardare. La TV, ovviamente.

Sabrina Zuanon
sabrizu@virgilio.it

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