Balotelli sì, Balotelli no. Un tormentone infinito, che ci porteremo dietro per chissà quanto tempo. Che si parli di Inter o di nazionale, il nome di Super Mario è sempre in prima linea. Un grande giocatore, che all’estero probabilmente ci invidiano. Ciò che tuttavia fuori dallo Stivale non si riesce a comprendere, è il caratterino non semplice del ragazzo. Una bella gatta da pelare per José Mourinho, che alla luce dei recenti screzi ha deciso di non convocarlo per la trasferta di Champions contro il Chelsea.
E Marcello Lippi, ct azzurro, non ha mai preso in considerazione il 19enne talento. Tanto che qualcuno ha persino ipotizzato una motivazione di tipo razziale alla base delle scelte del tecnico viareggino. Lo stesso Lippi, in un’intervista rilasciata ai giornalisti della stampa estera, ha voluto smentire seccamente: “Tutti sanno che io sono contro qualsiasi forma di razzismo. Esiste solo una razza, quella umana e un allenatore non può escludere un giocatore per questo motivo. Quando dovrò decidere se chiamare o meno Balotelli, sarà solo sulla base di motivazioni tecniche, mai razziali”.
Non avevamo dubbi. Ma quello riguardante Balotelli è e resterà per molto tempo un grande equivoco. Sono in molti ad avercela con lui (non solo i tifosi avversari, a quanto pare), e non per questioni legate al colore della pelle. Quello, per Super Mario, continua ad essere solo un grande alibi.
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it