Scritto da Luca in
Rubriche,
Serie A il 29 marzo 2010
Quando uno spettacolo teatrale è particolarmente gradito, si è soliti chiedere il bis agli attori: trasferendo questo gesto in ambito calcistico, il “bis” del Chievo Verona di ieri pomeriggio non solo non era richiesto ma è risultato parecchio indigesto.
Chievo- Catania 1-1 e Chievo- Parma 0-0: in apparenza sembrano due normali pareggi di una squadra che passo dopo passo, punto dopo punto, cerca di raggiungere l’obiettivo salvezza.
La storia di questi due pareggi è in effetti molto simile ma per un motivo diverso, ossia che si tratta di due pareggi “annunciati”.
Chievo- Catania 1-1 è balzata agli onori della cronaca solo il giorno seguente la partita quando in verità il match era stato bloccato dalle agenzie di scommesse fin dal giovedì per un volume oggettivamente troppo alto di puntate sull’X.
La partita poi aveva fatto pensare davvero a un pareggio concordato con due squadre in campo che praticamente avevano rinunciato a giocare e i due gol della gara che si sono succeduti a pochi minuti l’uno dall’altro.
E ieri il copione è stato per molti versi simile: le agenzie di scommesse non bloccano le puntate della partita per intero, ma lasciano scommettere solo sull’esito finale della gara, con una quota irrisoria per l’X(1.65). Gli scommettitori abituali sanno perfettamente che una quota così bassa per il pareggio è molto insolita, visto che di solito l’X è dato almeno a 3.
La quota del pareggio è stata abbassata per lo stesso motivo di Chievo- Catania, ossia un volume troppo alto di giocate sul pareggio.
E caso strano la partita come termina?In pareggio anche questa volta. Le due squadre in campo danno vita a uno spettacolo ai limiti dell’orrendo, con un primo tempo vuoto di contenuti e un secondo tempo con un paio di occasioni per parte e il palo del clivense De Paula.
La procura federale per Chievo- Catania aveva iniziato a raccogliere materiale per un’eventuale indagine anche se sarebbero bastati gli occhi per vedere e capire quello che era successo.
E’ vero che nella patria di Calciopoli, degli scandali del calcio scommesse con calciatori presi allo stadio e portati in carcere, dei bilanci gonfiati e falsificati, non ci si dovrebbe disgustare per un pareggio concordato. Ma ciò che fa rabbia è che tutto questo accada quando ancora mancano diverse partite alla fine del campionato e che ci sia intorno a questi fatti un silenzio assordante, come se tutto fosse nell’ordine logico delle cose. Un vero peccato per il calcio italiano…ma è corretto ancora chiamarlo calcio?
Luca Parmigiani
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