Scritto da Luca in
Rubriche,
Serie A il 8 marzo 2010
Negli ultimi quattro anni, gli appassionati di calcio erano abituati a vedere nelle zone nobili della classifica una squadra che dopo la retrocessione in C2, aveva ripreso a volare in brevissimo tempo.
Stiamo parlando della Fiorentina, di quel famoso progetto Della Valle che con Prandelli in panchina aveva visto la sua effettiva consacrazione.
Dal 2005/06, anno della scelta del tecnico di Orzinuovi come allenatore, la viola è stata una delle squadre che ha totalizzato più punti in serie A: ben 281 che hanno fruttato per quattro anni consecutivi l’accesso alla Champion’s League.
Questo solo in linea teorica però visto che a seguito di Calciopoli, il quarto posto del 2005/06 le fu negato con conseguente penalizzazione nel campionato successivo. Una penalizzazione pesante, ben 15 punti, che tuttavia non ha abbattuto i giocatori di Prandelli che hanno ottenuto un ottimo piazzamento in Coppa Uefa, accumulando 73 punti nella stagione 2006/07.
Finalmente il vero assaggio della musichetta della Champion’s League avviene nella stagione passata: non è una felice avventura, complice la poca esperienza in campo internazionale. La Fiorentina viene eliminata al girone e “retrocessa” in Coppa Uefa. In campionato però la marcia prosegue e il quarto posto viene raggiunto ancora una volta, con 68 punti.
Quest’anno il cammino in Champion’s ha tutto un altro sapore: un sapore dolce, ricco di gioie e soddisfazioni. In un girone per niente abbordabile, insieme al Liverpool e al Lione, la viola mette in riga tutte le avversarie europee, arrivando prima in classifica e togliendosi dei lussi come la doppia vittoria contro il Liverpool, sia al Franchi di Firenze che nel leggendario Anfield Road.
Il salto di qualità in Europa è evidente ma tutto ciò viene pagato in campionato: la Fiorentina, alla 27.a giornata, occupa il decimo posto in classifica, distante 11 punti dal quarto posto e 8 punti dal sesto, ultimo piazzamento utile per la neonata Europa League, ex Coppa Uefa.
Dodici sconfitte in campionato sono troppe per una squadra che conta nelle sue fila giocatori dal sicuro avvenire come Jovetic e Montolivo e campioni celebrati come Frey, Vargas e Gilardino.
C’è anche da aggiungere che oltre a errori tecnici e partite sbagliate, pesano molto i torti arbitrali subiti che hanno portato il patron Della Valle a denunciare in pubblico il trattamento ricevuto quest’anno dalla classe arbitrale.
Passando al campo, il trend nelle ultime settimane è stato disastroso e non è un caso che tutto questo sia coinciso con la squalifica di Mutu: il romeno era stato il trascinatore delle brillanti stagioni viola nel passato e con Gilardino formava una coppia d’attacco terrificante per le difese avversarie.
Anche quest’anno, dopo un inizio complicato, il numero dieci viola si era ripreso la scena e tra dicembre e gennaio aveva trainato i viola nella risalita in classifica e negli ottavi e quarti di finale di Coppa Italia. Poi il pasticcio e la doppia ingenuità di Mutu, trovato positivo al controllo antidoping per ben due volte per la presenza di metaboliti della sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame.
Da lì la Fiorentina è calata e gli acquisti di gennaio hanno portato linfa ma non gli effetti sperati: fare un paragone con gli anni passati sarebbe troppo duro per gli uomini di Prandelli, che non si sentono affatto alla fine di un ciclo. D’altronde i risultati in Champion’s e Coppa Italia ancora danno speranze ai viola, che martedì contro il Bayern Monaco avranno l’occasione di entrare nella Storia e dedicare la vittoria magari all’arbitro Ovrebo, che all’andata fu purtroppo il vero protagonista dell’incontro.
Luca Parmigiani
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