INTER
Julio Cesar 7: è forse il portiere più forte del mondo in questo momento. Ispirato, felino, implacabile. Si mette in mostra al 15′ con un triplo miracolo su Ménez, Borriello e ancora Ménez. Sui tre gol incassati poche responsabilità.
Maicon 6: si limita al compitino, che per un marziano come lui è sempre tanta roba. Sulla destra viaggia che è un piacere, vista la passività dei dirimpettai presenti. Soffre un po’ in fase difensiva e si perde Simplicio sull’1-1.
Ranocchia 6,5: potrebbe essere anche espulso per fallo da ultimo uomo su Borriello nel primo tempo. Unica reale amnesia all’interno di una gara tosta e di personalità. Nella ripresa, di testa, le prende quasi tutte.
Cordoba 6: soffre la fisicità di Borriello e cerca di giocare sull’anticipo. Gara oscura, ma preziosa.
J.Zanetti 7: Leonardo preferisce puntare sull’esperienza del capitano anziché gettare nella mischia il neoacquisto Nagatomo. Da professionista esemplare, Javier risponde con la solita prestazione generosa e inappuntabile. A quasi 38 anni, una forza della natura.
Kharja 6: uno degli ex della gara, al suo esordio dal 1′ a San Siro dopo lo spezzone col Palermo e il gol di Bari. Buon lavoro di legna a centrocampo.
Thiago Motta 6: irritano alcuni suoi atteggiamenti francamente evitabili. Simula spesso, commette qualche fallo ma trova sempre il modo di non farsi ‘beccare’ dal distratto arbitro. Corona la sua gara con il gol del provvisorio 4-1. Da due passi, facile facile.
Cambiasso 6,5: solito guerriero del centrocampo. Lotta, mette ordine e anch’egli si regala un gol al 90′. La rete che chiude i conti.
Sneijder 7,5: è rientrato da poco dall’infortunio ma sembra non esser mai uscito. L’olandese è un’ira di Dio. Trova subito il gol dell’1-0 con un sinistro d’antologia sotto l’incrocio dei pali. Corre, lotta, mostra colpi di classe e intuizioni. Un recupero fondamentale per Leonardo (dal 74′ Nagatomo 6: un paio di sgroppate sulla sinistra, tanto per prender confidenza col ‘Meazza’).
Eto’o 7,5: altro fenomeno incontrastabile. Parte esterno sinistro ma con velocità, forza e intelligenza tattica a sua disposizione riesce a svariare e a far sempre male alla difesa avversaria. Trova un Riise ‘fermo’ sul 2-1 e ringrazia, si presenta sul dischetto una manciata di minuti più tardi e batte imparabilmente Julio Sergio. Garanzia.
Pazzini 5,5: la nota negativa della serata interista. Sguazza un po’ là e un po’ qua senza trovare la posizione giusta. Conquista un rigore ma per il resto non brilla. Ma la sua media rimane da urlo: 3 gol in 3 partite (dal 69′ Milito 5,5: si divora due gol clamorosi. Non è da lui).
All.: Leonardo 6,5: ha un merito indiscutibile, ovvero l’aver restituito vitalità e brio ad un gruppo pressoché bollito solo un mese fa. La squadra ha ritrovato voglia e motivazioni, anche se in difesa c’è qualcosa da sistemare. Troppi gol subiti nelle ultime settimane.
ROMA
Julio Sergio 5,5: appare tutt’altro che imperforabile non riuscendo a trattenere una palla che sia una. Goffo, quasi impaurito, troppo vulnerabile. Si riscatta solo nel finale, a risultato pressoché compromesso, sfoderando almeno due miracoli da grandissimo portiere.
Cassetti 5,5: è il meno peggio della difesa, ma ha un demerito clamoroso: quando la Roma avanza lui non sale quasi mai, lasciando un buco offensivo spaventoso sulla destra. Ci prova una sola volta e manda in gol Simplicio. Perché non insistere?
N.Burdisso 5: contro i suoi ex colori ci mette sempre qualcosa in più. Non va affatto male nel primo tempo, poi si concede attimi di distrazione e commette fallo da rigore (e da ultimo uomo) su Pazzini al 61′. Rosso e a casa.
Juan 5: gironzola per vie difensive senza la necessaria tempestività che lo contraddistingue. Sbaglia molto, non è mai determinante e si becca un’insufficienza meritata. Il periodo no prosegue.
Riise 4: nettamente il peggiore. Ha una virtù: quando si sgancia in avanti, fa male. Non contro l’Inter, però. Scarsa convinzione, tanti palloni gestiti approssimativamente e un contributo non esaltante. Ma il peggio, come sempre, è dietro: John non contrasta, indietreggia passivamente e su quel binario nascono i peggiori disastri per la Roma. Come disastrosa è la prestazione di Riise.
Simplicio 6: tra i migliori nel primo tempo. Il gol di rapina da centravanti puro lo esalta e l’ex Palermo si mette in mostra con giocate efficaci e di qualità. Sparisce nella ripresa (dal 69′ Greco sv: evanescente. Meglio non giudicarlo…).
De Rossi 5: un fantasma in mezzo al campo. Dovrebbe essere il leader, la pedina inossidabile della mediana, l’uomo che chiude e riparte con idee e velocità. E invece niente. Abulico.
Perrotta 4,5: non si sa cos’abbia, sembra appesantito. Corricchia senza costrutto e con una lentezza disarmante. Tenta due contrasti in tutta la partita e commette due falli. Impresentabile (dal 66′ Taddei 5,5: entra per dare più energia e qualità al centrocampo. Combina poco o nulla).
Ménez 5: San Siro è un suo amuleto ma stavolta Jeremy non decolla. Troppo lezioso come sempre, ben chiuso dagli avversari. Si vede al 15′ ma in fin dei conti spara due volte su Julio Cesar. Poco lucido e mai troppo determinato. Dunque, contenibile (dal 63′ Loria 6: rivede il campo e la maglia della Roma dopo una vita. Ha la sua occasione nelle tenebre di San Siro, contro avversari di livello mondiale. Simone ha il merito di non crollare psicologicamente e far valere l’esperienza. Dietro non fa danni e davanti fa gol. Il gol del potenziale miracolo, poi svanito. Applauso al professionismo).
Vucinic 5,5: sembra sempre che dai suoi piedi possa nascere la giocata maestosa, ma a conti fatti sul taccuino del montenegrino resta poco. Ispira l’azione del gol di Simplicio, realizza di persona il 2-4 ma non basta. Non può bastare per un giocatore del suo talento. Tanta classe unito a scarso sacrificio e poca voglia di lottare. Eterno fuoriclasse a metà. Prenda esempio da Eto’o.
Borriello 6: a volte fa persino tenerezza, poiché costretto a lottare e sgomitare in mezzo a cinque avversari nel deserto di maglie giallorosse. Lui ci prova sempre, la battaglia lo esalta. Ma senza adeguato supporto cosa può fare?
All.: Ranieri 5: dopo il periodo centrale di stagione promettente, la Roma sta facendo preoccupanti passi indietro tornando ai disastri d’inizio campionato. Altri cinque gol presi, come a Cagliari (a settembre). Difesa impresentabile, centrocampo senza idee né forza, attacco affidato all’estro casuale dei due genietti e del corazziere. La classifica inizia ad esser malinconica. Ci sono idee per migliorare la situazione?
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it























































