Julio Cesar Clement Baptista, per tutti la “bestia”. Un fisico impressionante, esclusa l’altezza (normale, 1.80 circa). Muscoli a profusione, dai deltoidi ai bicipiti, per non parlare dei pettorali. Insomma, un bodybuilder più che un calciatore. Peccato che per giocare bene a pallone servano anche altre caratteristiche. Una su tutte, la qualità tecnica. Ovvero la capacità di stoppare, domare ed utilizzare la magica sfera. La duttilità tattica è ammessa, ma l’importante è saper interpretare bene almeno un ruolo. E poi, per giocare ad alti livelli, ci vuole tanta personalità.
Ecco. Cosa c’entra Julio Baptista in tutto questo? Evidentemente c’è sfuggito qualcosa. Perché il giocatore della Roma continua a vantare estimatori dappertutto, nonostante non riesca da tempo ad offrire prestazioni di un certo livello. Anzi, si può dire che i tifosi giallorossi ne abbiano abbastanza di lui. Julio arrivò nella Capitale un anno e mezzo fa, accolto dall’entusiasmo della gente giallorossa. Nazionale brasiliano, ex di tante squadre importanti, un potenziale crack. La prima stagione è stata a malapena sufficiente. Undici gol, qualche lampo e tante comparsate. Più che il gol nel derby, la splendida rovesciata al Torino o le doppiette a Bordeaux e Sampdoria, negli occhi dei tifosi è rimasto impresso l’errore clamoroso al minuto 80′ di Roma-Arsenal, ottavo di finale di Champions League. Julio che, tutto solo davanti ad Almunia, inciampa e manca malamente l’opportunità del 2-0. Sarebbe stato il gol qualificazione, utile a spedire i giallorossi ai quarti. E invece, sappiamo tutti come andò a finire quella sera. 1-0, supplementari, rigori e vittoria dei “gunners”. Ma i tifosi della Roma son sempre pronti a perdonare i propri beniamini. Quest’anno, per la “bestia”, doveva essere quello del riscatto. E invece le cose sono andate persino peggio. Da settembre ad oggi qualche problema fisico, tante prestazioni insufficienti e tre soli gol. Lento, macchinoso, limitato dal punto di vista tecnico e costantemente alla caccia di un’ideale collocazione in mezzo al campo. Insomma, ormai i tempi son maturi per definire Julio Baptista una sorta di “bidone”. Ma… c’è un ma.
Nonostante tutto ciò, questo giocatore continua ad avere una foltissima schiera di estimatori. In Italia e non solo. Su tutti, Carlos Dunga, ct del Brasile. Può sembrare folle, ma se Ronaldinho e Pato restano sempre a casa, Julio non salta una convocazione. Sempre chiamato, e molto spesso impiegato. Il mondiale in Sudafrica per lui è ormai una realtà, nonostante le pessime esibizioni dell’ultimo triennio. Ma veniamo all’Italia. Inter e Milan, rispettivamente prima e seconda in classifica, sembrano avere un debole. Per chi? Ma ovviamente per la bestia! A gennaio, il club di Moratti ha fatto di tutto pur di portarselo alla Pinetina. I tentativi sono andati a vuoto, tanto da far andare su tutte le furie José Mourinho, che ha accusato la Roma dicendo: “Loro sono bravi a piangere quando hanno bisogno di un giocatore, ma se poi gliene viene chiesto uno, dicono di no”. E quell’uno era proprio Julio. Anche sulla sponda rossonera, il brasiliano conserva molti ammiratori. Il Milan pensò a lui già in estate, prima di prendere Huntelaar. Ma l’ad Adriano Galliani assicura che Baptista è sempre nei pensieri del Diavolo: “Ci piace. Lo avevamo chiesto già ai tempi del Real Madrid, è un giocatore molto duttile. Si, ci piace e lo sa anche Rosella Sensi”.
In questa storia, qualcuno deve per forza aver preso un abbaglio. Forse la Roma, che non si è ancora accorta di avere tra le mani un fuoriclasse. O forse Dunga, Mourinho e Galliani…chi lo sa. Certamente, quello legato a Julio Baptista è un gran bel mistero. Un caso più unico che raro.
Alessio Nardo
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