In Italia c’è crisi, ma i tifosi non ci stanno

Rosella SensiIl calcio italiano, come è ben noto, non sta certamente vivendo uno straordinario periodo dal punto di vista economico. Inghilterra e Spagna ci sovrastano, ed i nostri grandi club tentano di andare avanti con qualche buona intuizione e poco altro. Inevitabili le cessioni illustri, impossibili gli acquisti onerosi. La realtà è questa, è dura e va accettata. Ma i tifosi non ci stanno, non si piegano a questa evidenza. Parliamo di piazze illustri, che hanno sempre avuto in dote un tifo passionale ed estremamente vicino ai propri colori. Milan, Roma, Fiorentina e Bologna. Nel giro di pochi giorni, presso questi lidi si è scatenata la bufera. Dei problemi in casa rossonera abbiamo già ampiamente parlato, ed è assai ben noto come la società non abbia la minima intenzione di cambiare strategia. Per quest’anno, scarsi esborsi di denaro ed occhio rivolto al bilancio. Nella Capitale, l’estenuante trattativa per il cambio di società ha stancato una tifoseria da troppo tempo in attesa. Dai russi a Fioranelli, passando per Soros. Le possibilità di poter avere una proprietà potente e forte economicamente sono sempre tramontate sul più bello. Ma anziché accontentarsi di una famiglia Sensi (nella foto, la presidentessa Rosella) sempre più condizionata dai debiti della Italpetroli, i tifosi scendono in piazza e contestano dinanzi alla sede di banca Unicredit, la quale avrebbe bloccato la scalata di Fioranelli al pacchetto di controllo di As Roma. Frutti? Per il momento, zero. In casa Bologna, la nota vicenda Moggi ha scaldato gli animi di una tifoseria solitamente tranquilla e pacata, ma evidentemente poco intenzionata a veder gestita la propria squadra da mani oscure. La frattura con la famiglia Menarini è totale, anche a causa di una campagna acquisti che stenta a decollare, ovviamente per mancanza di liquidità. Qualche crepa potrebbe svilupparsi anche tra il pubblico fiorentino e la società viola, attualmente in mano alla famiglia Della Valle. Per questa stagione era atteso il vero salto di qualità, che avrebbe dovuto portare la squadra toscana ad una dimensione diversa, e ancor più prestigiosa. Le prime mosse di mercato del direttore sportivo Pantaleo Corvino non stanno affatto convincendo i tifosi. Su tutte, la probabile cessione di Felipe Melo agli acerrimi rivali juventini, in cambio di una cifra sostanziosa. “Melo alla Juve? Zero abbonamenti”, questo il testo apparso fuori dallo stadio Artemio Franchi. L’ennesimo segnale di un periodo assai problematico, legato ai rapporti sempre più difficili tra tifoserie esigenti e società invischiate in difficili situazioni finanziarie.

Alessio Nardo

alessio.nardo@libero.it
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