Quando ci si monta la testa, ritrovare la via dell’umiltà è un’impresa titanica. E’ successo a molti in passato, e spesso l’autosopravvalutazione non si è rivelata un’arma vincente. Eppure, quando si entra nel vortice, uscirne è davvero dura. Gaetano D’Agostino, ventisettenne centrocampista dell’Udinese, si sta rendendo protagonista di un comportamento davvero irriguardoso. Le sue dichiarazioni ad una trasmissione televisiva, qualche giorno fa, hanno lasciato sconcerto. “So che la Juve mi cerca, ed io voglio andare lì. In ritiro con l’Udinese non ci vado, per rispetto della società e dei miei compagni”. Un vero e proprio delirio, di un ragazzo che evidentemente parla di rispetto senza conoscere il significato di tale parola. L‘Udinese ha dato a lui una grandissima chance, tre anni fa, quando la carriera di “Dago” si stava incanalando verso l’anonimato. L’esperienza fallimentare nella Roma, squadra in cui non riuscì ad imporsi mostrando gravi limiti di personalità, macchiò indelebilmente il suo cammino. Qualche timido segnale di risveglio a Messina e poi, la nuova opportunità in Friuli. In bianconero, D’Agostino è stato ricostruito e rimodellato. Non più trequartista di scarso successo, bensì regista di centrocampo coi fiocchi. Nella stagione appena trascorsa, è avvenuto il salto di qualità che lo ha proiettato nel giro azzurro e nelle mire della Juventus. Una bella storia, rovinata all’improvviso. Le folli dichiarazioni del giocatore gettano pesanti ombre sulla sua correttezza professionale. Rifiutare la convocazione da parte della propria società, sarebbe un atto senza la benché minima giustificazione. Anche perché la trattativa tra Udinese e Juventus non è mai stata dichiarata ad un passo dalla conclusione, e nemmeno sono stati sottoscritti precontratti di alcun genere. Giampaolo Pozzo, l’uomo che per molto meno tenne fuori rosa gente come Pizarro e Iaquinta, non deve averla presa benissimo. L’impressione è che, alla fine, la Juve riuscirà ad acquistare il giocatore, fermo restando il comportamento irrispettoso dello stesso. E’ incredibile come si riesca facilmente a rovinare la propria immagine, con autogol di questo tipo.
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it
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