Diego Armando Maradona, per gli argentini, è stato tutto. Classe, eleganza, arte allo stato puro. Semplicemente, il migliore di tutti. Al giorno d’oggi, il buon Diego si diverte a coltivare i propri novelli ”simili”, al fine di inserirli nella ”Seleccion“. E in questo periodo, i piccoli “maradona” crescono che è un piacere. Probabilmente, un segno del destino. Nell’era del “Pibe” commissario tecnico, la nazionale argentina è quella che propone i migliori talenti del mondo. E quasi tutti, nelle caratteristiche sembrano ricordare il loro maestro. Uno su tutti, Lionel Messi. Piccolo, velocissimo, tecnicamente sublime. A ventidue anni, “la pulce” è considerato il numero uno del pianeta, forse alla pari con il neo madridista Cristiano Ronaldo. La sua carriera è già densa di successi, nonostante abbia ancora davanti almeno un decennio a grandi livelli. E’ lui il punto fermo, il pupillo di Diego. Ma occhio al “Kun”, Sergio Aguero. Il compagno di linea di Messi è proprio lui, il cognato del “Pibe”. Anch’egli piccolo, veloce e in possesso di una qualità tecnica divina. A differenza di Messi, non è ancora esploso definitivamente, a causa delle scarse opportunità di visibilità nel proprio club d’appartenenza, l’Atletico Madrid. Ma nel frattempo, si gode il posto da titolare in nazionale. Posto che tuttavia, da qui al mondiale sudafricano potrebbe anche vacillare. La causa di ciò ha un nome ed un cognome: Mauro Zarate. Coetaneo di Messi, il “Maurito” biancoceleste si è scoperto fuoriclasse in Italia, dopo un’avventura infelice in Inghilterra. Da noi, ha impressionato per personalità, impressionante rapidità e tecnica sopraffina. Deve migliorare sotto il profilo dell’altruismo e della concretezza, ma ha ancora molto tempo per farlo. Lui, al momento, la nazionale non l’ha ancora vista. Ma se nella prossima stagione confermerà le proprie doti, siamo certi che Maradona non perderà l’occasione di formare, assieme a Messi, una coppia da brividi. Ultimo in lista, per il momento, un ventenne ancora poco celebre. Javier Matias Pastore, ex Huracan, da un paio di giorni nuovo giocatore del Palermo. Il meno quotato, ma solo per motivi anagrafici. Aspettiamo di vederlo all’opera, e probabilmente avremo tra le mani un altro piccolo “Dieguito”. L’epoca dei finti eredi (Aimar, D’Alessandro, Saviola) è finita. L’Argentina di oggi, in quanto a talento, fa davvero paura.
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it
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