Ritorna la nostra rubrica Amarcord e il nostro viaggio ci porta indietro fino alla stagione 1994-95 dove all’Olimpico di Roma, in un soleggiato pomeriggio invernale, si affrontano Lazio e Fiorentina.
La partita è di cartello anche perchè, oltre la storica rivalità tra le due tifoserie, le due squadre stanno facendo un ottimo campionato e l’appuntamento è di quelli da non sbagliare.
La Lazio vola all’inseguimento di Milan e Juventus, grazie ai grandi metodi di Zeman, allenatore molto criticato sulla sponda laziale per la sua tattica spregiudicata che in passato ha portato a sconfitte clamorose come l’eliminazione dalla Coppa Uefa per mano del Tenerife (5-3) o quella di Napoli (da 0-2 a 3-2 per continuare ad attaccare). Zeman fu criticato aspramente anche sull’altra sponda del Tevere, quella giallorossa, reo di aver fatto perdere alla Roma 4 derby su 4 nella stagione 1997-98 e altre gravi sconfitte come ad esempio con l’Inter in casa (4-5). Quello che è certo è che Zeman è unico nel suo genere, o si ama o si odia. Nessuno vede il calcio come lui e di sicuro lo spettacolo non manca. In questa stagione la Lazio ha giocato un calcio “champagne” battendo 4-0 il Milan, 4-1 l’Inter, 3-0 la Juventus a Torino, per non parlare dell’anno successivo con un 7-1 in casa contro il Foggia.
Lo spettacolo quindi è garantito. Anche perchè la Fiorentina, che ha sulla sua panchina Ranieri (ora alla Roma), gioca un ottimo calcio e può contare su giocatori di grande qualità come Rui Costa e Batistuta.
Proprio grazie alle reti di un grande Batigol i viola si sono portati nelle zone alte della classifica e iniziano a sognare in grande.
Zeman si schiera con il classico 4-3-3 e vista l’assenza del capocannoniere Signori, gioca con Rambaudi e Boksic larghi in avanti e al centro del tridente Pierluigi Casiraghi. A centrocampo agiscono Di Matteo, l’olandese Winter e l’ex Diego Fuser. Difesa con Negro, Chamot, Cravero e Favalli. In porta Luca Marchegiani.
Ranieri risponde mandando in campo Toldo tra i pali, difesa composta da Malusci, Luppi, Pioli, e Sottil viste le assenze del terzino titolare Carnasciali e di Marcio Santos. A centrocampo mancano Robbiati e Di Mauro e la linea è composta da Cois, Carbone, Amerini, Rui Costa e in avanti Ciccio Baiano e Gabriel Batistuta.
Dopo qualche minuto già si capisce il match quale piega prenderà.
La squadra biancoceleste è ispirata e Zeman suona la carica.
Passano appena 4 minuti e sulla sinistra la Lazio è devastante, apertura per Boksic che spara rasoterra nel mezzo. A centro area è puntuale il finalizzatore Casiraghi ed è subito 1-0.
La Fiorentina sembra sotto shock e tenta una timida reazione, che però non porta tiri in porta e quindi nessun pericolo all’estremo difensore Marchegiani. I padroni di casa continuano a spingere.
Su azione d’angolo al 30′ Fuser calcia al centro, Winter spizza la palla di testa e sul secondo palo Negro deve solo spingere alle spalle di Toldo. 2-0. Fiorentina sfrastornata e partita che sembra già in cassaforte. A confermare questa tesi 5 minuti più tardi è il calcio di rigore che Cravero (rigorista per l’occasione in assenza di Signori) trasforma spiazzando Toldo e porta a tre le reti dei suoi.
Ranieri in panchina scuote la testa e prova ad incitare la squadra che sembra spenta e ormai rassegnata sotto di tre reti in appena mezzora di gioco. L’occasione capita poco dopo. La Fiorentina in contropiede, ottiene un calcio di rigore. Batistuta però si fa ipnotizzare da Marchegiani. Il suo tiro, potentissimo, è calciato forse troppo centrale e l’estremo difensore biancazzurro intercetta la sfera che si impenna e poi viene di nuovo raccolta e bloccata dal portiere. Altra mazzata quindi sulla squadra viola.
Si va al riposo sul 3-0.
Nella ripresa ci si aspetta una Fiorentina più arrembante e una Lazio più coperta, ma questo è solo un pensiero che può fare chi non conosce Zeman. Fuori la terza punta per un centrocampista più difensivo? Macchè. La sua squadra continua a creare occasioni e a pressare indemoniata.
Di Matteo salta due giocatori a centrocampo e allarga sulla destra per Negro. Il terzino guarda al centro e serve ancora Casiraghi che può entrare in porta con tutto il pallone come una classica azione da partita di calcetto. 4-0. La Fioretina ormai sbanda e saltano anche la marcature. Dopo l’ennesima azione con cross sulla destra, Casiraghi stavolta invece di concludere a rete serve di testa Boksic praticamente solo a due passi dalla porta. E’ un gioco da ragazzi per lui spingere dentro il quinto pallone della partita. Siamo solo al minuto 57. Manca ancora mezzora e per i viola la gara sembra non terminare mai. Anche se il 5-0 sembra aver scosso la squadra di Ranieri che finalmente si affacciano dalle parti di Marchegiani. Baiano serve con una palla in profondità Batistuta, Winter non riesce ad intervenire e l’argentino può sparare in porta. Il tiro viene parato da Marchegiani ma sulla respinta è lesto Rui Costa ad appoggiare in rete e a ridurre le distanze. Qualche minuto più tardi è la volta di Batistuta che stavolta ha la possibilità di rifarsi dal dischetto. Il suo tiro è ancora intuito e toccato da Marchegiani ma troppo potente per poter essere respinto. 5-2 al 74′. La squadra di Zeman che ha rallentato un pochino sembra non essere ancora appagata del risultato già pesante. Rambaudi si accentra e allarga di nuovo sulla destra per Di Matteo, palla dentro e Casiraghi fa tripletta. Clamoroso come sia riuscito a segnare tre reti praticamente nello stesso modo. Dopo una grande occasione fallita dai viola con Batistuta (difesa laziale classica alla Zeman alta e in linea a metàcampo) che scappa tutto solo salta il portiere ma conclude fuori a porta vuota, entra un giovane Marco Di Vaio e va subito in rete entrando dalla sinistra e finalizzando sul secondo palo. Quando la partita volge al termine, l’arbitro non sorvola su un altro atterramento in area. Casiraghi trasforma quello che è l’ottavo gol della Lazio, il suo quarto personale e il decimo in questa partita. Zeman a fine gara resterà come al solito impassibile dicendo che i due gol subiti sono una piccola macchia nella partita della Lazio e che si può ritenere soddisfatto…dopo un 8-2!
Ranieri, invece, è sconsolato. Ai giornalisti dirà che era inutile arrabbiarsi dopo aver preso 8 reti. La squadra viola cercherà di guardare avanti anche se il duro colpo si ripercuoterà nella partita successiva in casa contro la Reggiana (1-1). Si riprenderà invece due settimane più tardi andando a vincere sul campo del Padova (0-1). La Lazio, invece, perderà 3-2 sul campo del Napoli dopo essere stata in vantaggio il primo tempo per 2-0. Gioie e dolori di Zeman. La settimana successiva di nuovo goleada in casa contro il Genoa (4-0) e poi in trasferta di nuovo stop a Cremona (0-0). Alti e bassi che hanno segnato alla fine l’era del boemo a Roma sponda laziale, reo di non riuscire a dare quella continuità giusta alla squadra per arrivare a centrare obiettivi importanti.
26/02/1995
Lazio-Fiorenina 8-2 4′Casiraghi, 30′ Negro, 35′Cravero(rig), 49′ Casiraghi, 57′ Boksic, 60′ Rui Costa, 74′ Batistuta (rig), 82′ Casiraghi, 86′ Di Vaio, 89′ Casiraghi (rig)
Daniele Lorenzoni