Il direttore sportivo della Juventus, Alessio Secco (foto), è stato chiaro: “Sul mercato, non cerchiamo terzini“. Il suo riferimento era alla fascia sinistra, ma può essere tranquillamente esteso anche a quella opposta. In casa bianconera si fidano di ciò che hanno. A destra, Zdenek Grygera e Jonathan Zebina. Sul versante mancino, Christian Molinaro e Paolo De Ceglie. In quanto a copertura numerica ci siamo, il problema è rappresentato dal potenziale rendimento dei calciatori nominati. Nessuno di questi, infatti, può essere identificato come il “top” nel ruolo. Una squadra importante ed ambiziosa, che giustamente punta a vincere campionato e Champions, dovrebbe affidarsi a qualcosa di più rassicurante. Grygera è un discreto giocatore, certamente eclettico (può giocare anche da centrale). Ma in un top team, al limite, può essere un buon elemento per la panchina. Zebina è sempre stato un giocatore assai discontinuo, capace di disputare belle partite ma di commettere anche errori gravi. Dei suoi cinque anni di Juve, non si hanno ricordi scintillanti. Nelle ultime due stagioni, poi, i problemi fisici lo hanno forzatamente costretto ai margini del campo. Ora sembra tornato in forma, ma se già prima non rappresentava una garanzia, figuriamoci ora. Spostandoci a sinistra, le cose vanno anche peggio. Perché se Grygera e Zebina, aldilà dei rispettivi limiti, portano in dote un’esperienza internazionale di prim’ordine, Molinaro e De Ceglie rischiano di essere inadeguati anche da questo punto di vista. Il primo è un onesto mestierante del pallone, abile a farsi apprezzare per impegno e determinazione, ma certamente al di sotto dei normali standard tecnici di una grande squadra. Il nazionale under 21, invece, ha buone prospettive ma appare ancora acerbo per imporsi a grandi livelli. La Juventus, finora, ha compiuto enormi passi in avanti a centrocampo, con acquisti di elevato spessore. Ma il problema, resta dietro. In mezzo, ma soprattutto ai lati. Checché ne dica il buon Secco.
Alessio Nardo
alessio.nardo@libero.it
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