Alex, un compleanno triste

Alex, un compleanno triste

Oggi, lunedì 9 novembre, Alessandro Del Piero compie 35 anni. Il capitano bianconero rappresenta un pezzo di storia del calcio italiano, nonché un punto di riferimento inossidabile per i tifosi juventini. L’unica immagine pulita di un periodo oscuro, contrassegnato dagli scandali doping e Calciopoli, che hanno pesantemente macchiato la storia e la reputazione del club. Alex ne è sempre uscito a testa alta, con l’umiltà e la classe che contraddistingono il suo modo di essere. Un punto di riferimento, dicevamo. Un grande campione, il cui aspetto sempre giovanile non deve ingannare. Trentacinque primavere cominciano ad essere tante. Se n’è accorto lui, se n’è accorto l’amico Ciro Ferrara, se ne stanno accorgendo i tifosi. E pensare che qualcuno, malignamente, imputò a Del Piero l’esonero di Claudio Ranieri nella passata stagione. Il motivo? Facile. L’attuale mister della Roma relegava troppo spesso Alex in panchina. Se anche ciò fosse vero, ma non lo crediamo, la situazione certamente non è migliorata con il cambio tecnico. Per amor di verità, quest’anno ci sono anche gli infortuni a complicare la vita. Ma il discorso è più ampio. La Juve ha tre attaccanti centrali di grande valore, ha un fantasista straordinario come Diego ed un vero e proprio erede di Alex in grande crescita, Sebastian Giovinco. In sostanza, Del Piero non è più un elemento imprescindibile per questa squadra. Con il suo rientro, potrà certamente dare un apporto di qualità. Ma ormai, il ruolo di leadership assoluta è lontano anni luce. Ieri, Alex era rappresentava il valore aggiunto. Oggi, forse, può essere un valore in più. Neanche i suoi più fedeli maestri contano ciecamente su di lui, al giorno d’oggi. Pensiamo a Marcello Lippi, il quale da un po’ di tempo non prende in considerazione il ritorno in azzurro di Alex, preferendogli gente giovane e più fresca. Il quarto campionato del mondo, di conseguenza, è una sostanziale utopia. Trentacinque anni, insomma. La maturità di un uomo, ma l’inizio del vero declino di un calciatore. La speranza è l’ultima a morire, e chissà che Alex non ci regali un’altra bella pagina di sport. Stavolta, piuttosto inattesa. Saremmo contenti per lui.

Alessio Nardo

alessio.nardo@libero.it
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5 Commenti to “Alex, un compleanno triste”

  1. avatar miki foggia scrive:

    Nessuna pesante macchia nella storia della juventus, ma solo faziosità, mediocrità, pressappochismo, superficialità e pessimo giornalismo.
    Doping: Juventus assolta in ogni grado di giudizio ordinario e sportivo, ultimo il parere del TAS, giusto per chiarezza eventuali casi di doping riguardano altri clubs dove la magistratura stà indagando: Calcio e Sla, fonte wikipedia,
    su denuncia specifica della moglie di Bruno Beatrice, ex calciatore della Fiorentina, Cesena, Ternana, Guariniello ha aperto indagini su molti casi (sono ben 35 ad oggi i calciatori morti per SLA, Sclerosi laterale amiotrofica).
    A seguito dell’inchiesta del giornalista Angelo Saso di RaiNews24 che ha evidenziato la possibilità di collegamento tra i casi di sclerosi laterale amiotrofica di 5 ex giocatori comaschi con il manto erboso ed il sottosuolo dello Stadio Sinigaglia di Como ha iniziato un’indagine in merito [1] .
    Calciatori morti per Morbo di Gehrig (SLA) Ecco un elenco dei calciatori vittime delle cosiddette “morti bianche”:
    • Armando Segato, primo calciatore a cui fu diagnosticata la SLA nel 1968. Morto nel 1973 a 42 anni
    • Ernst Ocwirk, ex Sampdoria. Morto nel 1980 a 53 anni
    • Fulvio Bernardini, ex calciatore e allenatore azzurro morto nel 1984 a 79 anni
    • Giorgio Rognoni, ex Milan, Pistoiese, Foggia, Cesena anni ‘70/80. Morto nel 1986 a 40 anni
    • Fabrizio Falco, ex Salernitana, Novara e Taranto. Morto nel 1996 a 35 anni
    • Guido Vincenzi, ex Sampdoria. Morto nel 1997 a 64 anni
    • Narciso Soldan, ex portiere del Milan, Inter, Torino, Triestina, Catania e Treviso degli anni ‘50-’60. Morto nel 1987 a 59 anni
    • Rino Gritti, ha giocato in serie B con Lazio, Lecco, Avellino e con la Ternana in serie A nel campionato 1974-75. Morto nel 1999 a 51 anni
    • Albano Canazza, ex calciatore del Como anni ‘80. Morto nel 2000 a 38 anni
    • Gianluca Signorini, ex capitano del Genoa. Morto nel 2002 a 42 anni
    • Fabrizio Dipietropaolo, ex primavera dalla Roma anni ‘80. Morto nel 2002 a 39 anni
    • Lauro Minghelli, ex calciatore delle giovanili del Torino ed ex capitano dell’Arezzo degli anni ‘90. Morto nel 2004 a 31 anni
    • Ubaldo Nanni, ex calciatore del Pisa. Morto nel 2006 a 44 anni
    • Jimmy Johnstone, ex Celtic. Morto nel 2006 a 62 anni
    • Adriano Lombardi, ex capitano dell’Avellino ed ex calciatore del Como anni ‘80. Morto nel 2007 a 62 anni
    • Alberto Bonaretti, ex Bologna. Morto nel 1963 a 40 anni
    • Celestino Meroni, ex Como, fratello di Gigi Meroni morto nel 2001
    • Sauro Fracassa, ex del Genoa e del Lecco. Morto nel 2000 a 57 anni.
    • Attilio Tassi, ex della Cremonese. Morto nel 2002 a 61 anni
    • Otello Milan, ex portiere del Vicenza. Morto nel 2003 a 68 anni.
    • Giancarlo Pomelli, ex Bologna
    • Franco Tafuni, ex del Matera. Morto nel 2009 a 55 anni.
    Malati lungodegenti [modifica]
    • Piergiorgio Corno, ex calciatore del Como anni ‘80. Affetto da SLA dal 1994
    • Maurizio Vasino ex di Milan e Novara. Nato nel 1973
    • Stefano Borgonovo ex di Como, Milan e Fiorentina. Nato nel 1964
    • Agatino Russo ex della Ternana. Nato nel 1950
    • Geovani ex Bologna, affetto da polineuropatia. Nato nel 1964
    • Moreno Solfrini, ex centrocampista di Sambenedettese, Rimini e Barletta. Nato nel 1959
    • Stefano Turchi ex di Ancona e Vis Pesaro
    Morti per malattie affini alla SLA [modifica]
    • Armando Picchi, ex di Inter.Morto nel 1971 a 36 anni.
    • Renato Curi, ex di Perugia.Morto d’infarto nel 1977 a 24 anni.
    • Giuseppe Longoni, ex calciatore di Inter, Fiorentina e Cagliari. Morto nel 1997 a 63 anni per vasculopatia cardiaca
    • Andrea Stimpfl, ex calciatore del Foggia, deceduto nel 2008 a 49 anni per leucemia fulminante
    • Bruno Beatrice, ex calciatore della Fiorentina morto per leucemia nel 1987
    • Ugo Ferrante, ex calciatore della Fiorentina deceduto per tumore nel 2004
    • Nello Saltutti, ex della Fiorentina morto d’infarto nel 2003 a 56 anni [2]
    • Fabrizio Gorin, ex di Genoa e Torino deceduto nel 2002 a 48 anni
    • Andrea Fortunato, ex di Genoa e Juventus morto per leucemia nel 1995 a 24 anni
    • Massimo Mattolini, , ex Fiorentina morto per una malattia renale il 12 ottobre 2009 a 56 anni

    Calciopoli/farsopoli:
    Per onor di verità è la giusta cultura ed informazione:
    Il Presidente Sandulli con la sua testuale dichiarazione “ non ci sono illeciti “nel 2006, ripetuta anche oggi, con l’aggiunta dell’invenzione della storia della cravatta, mentre c’era chi non portava manco i pantaloni, e che oggi la Juventus, patrimonio del calcio Italiano, è più simpatica, o che comunque ha meritato quei scudetti revocati, che la sua sentenza ha tolto ogni dubbio sulla Juventus dai centimetri di Turone ad oggi, perché non c’era qualcosa sotto come detto nelle chiacchiere da bar, ma la violazione “ del principio Decubertiano “ ( anche simulare un rigore si viola il principio Decubertiano, ma per questo non si spedisce una squadra in serie B);Il Presidente della Corte Costituzionale Vincenzo Caianello, esperti giuristi, Carraro, addetti ai lavori, ecc, hanno più volte affermato che le sentenze di calciopoli sono state affrettate;Il Tribunale ordinario di Roma (processo GEA) con la sua sentenza che ha derubricato l’intero impianto d’accusa;Il Tribunale ordinario di Napoli con la decisione di estromissione di responsabilità della Juventus, e il Presidente della Corte si è fatta -scappare- l’affermazione “ ci sono processi più seri”, visto l’incalzare dei PM, e le difficoltà dei testimoni dell’accusa che spesso cadono in contraddizione su fatti, date, nomi e partite, o fanno dichiarazioni per sentito dire, infatti, meglio una cosa vista che cento cantate o è difficile cercare un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando non c’è, cominciano a far luce sull’intera vicenda;Le statistiche ufficiali ( RSSSF, WIKIPEDIA, SOLE24ORE, F.I.F.A. CLUBS, U.E.F.A EUROPEAN CLUBS) della Juventus e dei suoi calciatori ( nazionale Italiane ), dichiaravano prima di farsopoli: Juventus prima in Italia, quarta in Europa, tra le prime dieci nel mondo, per risultati sportivi, economici e contabili, e nel 2009 la Juventus è eletta 2° squadra del XX secolo, dal 1901 al 2000 dalla IFFHS, storia di statistiche del calcio, dopo il Real Madrid non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior ceco di chi non vuol vedere;Le Coppe dello Scudetto, originali, 2005 e quella del 2006, sono esposte nella bacheca dei trofei della Juventus a Torino, la federazione non ha chiesto la restituzione;Il Tribunale dello Stato di Pace di Lecce ha assolto Moggi e De Santis da illecito sportivo, su richiesta danni di tifosi di Lecce, senza contare il reintegro di parecchi addetti ai lavori riabilitati dai vari Tribunali dello Stato e dal T.A.R., vedi Paparesta ecc., mi permetta di aggiungere che la storia giudiziaria Italiana è purtroppo, piena di errori di valutazioni e di condanne ( vedi caso Enzo Tortora ), con conseguenze di danni, non solo di risarcimenti economiche a carico dei cittadini/contribuenti Italiani, con processi inani e fallaci. Moggi non è il solo, omissis su i nomi di altri personaggi del calcio ritenuti i vergini della situazioni. Ma fortunatamente il sistema implica vari gradi di giudizi, 1 grado, 2 grado ecc., e tiene presente, entrando nell’oggettività delle questioni; il superamento della presunzione d’innocenza, la fondatezza delle prove, l’oltre ragionevole dubbio che costituisce presupposto logico per un’ammenda. sanzione, o condanna, il merito, i fatti, le prove non solo indizi, i motivi, i dati certi, le condizioni, le provenienze, parità tra accusa e difese, effettive responsabilità, la cosa ( l’arma del delitto, i soldi) che giustifica la condanna ecc., che sono canoni e principi fondamentali della giurisprudenza consolidata e del diritto, elementi che nel precipitoso processo sportivo, tenutosi fuori da ogni canone giudiziario e logica giudiziaria erano completamente assenti ( non è giustificabile e corretto giuridicamente, come fanno alcuni, separare il processo sportivo da quello ordinario, civile, penale o amministrativo, visto che hanno lo stesso motivo, lo stesso fatto, la stessa fonte, gli stessi soggetti e la stessa natura della questione), e per quanto riguarda le schede svizzere, esiste lo spionaggio industriale usato da altri…… e le qualità dei prodotti, dal processo di Napoli emerge che non era il solo Moggi a servirsi di quelle schede, senza contare la provenienza delle intercettazioni e le eventuali operazioni di phreaking. Chiunque può essere accusato di rubare, il Colosseo, il Partenone, il Tamigi, la Fontana di Trevi, la Scala di Milano, aspettiamo è la verità, la sapremo. La stampa e i media in generale che nel 2006 colpiti da una sorta psicosi di massa, oggi sono colpiti da mutismo galoppante, avevano dimenticato che il diritto di cronaca consiste nel diritto a raccontare i fatti per come accadono, con ogni mezzo ritenuto idoneo. Tale diritto deriva direttamente dalla norma che tutela la libertà di espressione, sancita dall’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.Il diritto di cronaca si applica in primis ai giornalisti. Con i propri articoli, un giornalista ha il diritto a raccontare dell’avvenimento di un evento di pubblico interesse. Il diritto di cronaca si estende a chiunque, anche non iscritto all’albo dei giornalisti, voglia raccontare ad altri vicende avvenute. Il diritto di cronaca si manifesta quindi attraverso la narrazione di fatti, rivolgendosi alla collettività indiscriminata. La linea di demarcazione che separa il diritto di ognuno a manifestare il proprio pensiero (caposaldo della Costituzione, art 21, e della Dichiarazione universale dei diritti umani, art 19) ed il reato di diffamazione è sottile e spesso invisibile (l’accusa di reato di diffamazione può scattare se si comunica a più persone qualcosa riguardante un’altra persona, a prescindere dalla verità del fatto raccontato, art 595 CP).La discriminante del diritto di cronaca nasce dalla necessità della comunità ad essere informata su ciò che avviene all’interno del territorio Statale: secondo l’art. 1 della Costituzione Italiana infatti “Il popolo è sovrano” e deve poter ricevere un quadro dettagliato sia di ciò che accade nel Paese, sia delle persone alle quali delega l’esercizio della sovranità della “cosa pubblica” (res publica). In questo caso la funzione della cronaca è quella di raccolta e diffusione delle informazioni.I diritti e i doveri dei giornalisti italiani sono contenuti nella legge professionale n. 69/1963, all’art. 2, e l’art. 48 della legge dispone il procedimento disciplinare per gli iscritti all’Albo che si rendano colpevoli di fatti

    non conformi al decoro o alla dignità professionale, o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’Ordine. Il codice di deontologia (Carte Deontologiche) relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica è stato elaborato ai sensi dell’art. 25 della legge n. 675/1996 ed è in vigore dall’agosto 1998. Esistono dei limiti ai quali attenersi: prima di tutto il fatto raccontato deve essere vero; la forma d’esposizione deve essere chiara, non ridondante ma soprattutto civile, non offensiva e consona al buon costume; inoltre l’evento deve attirare l’interesse pubblico alla conoscenza dello stesso e per questo dovrà rispondere dei requisiti di attualità, utilità sociale e pertinenza (cioè devono essere usate le sole notizie necessarie al racconto della notizia). La mancata soddisfazione di uno di questi tre principi rende invalido il diritto di cronaca. Elementi essenziali del giornalismo corretto sono, tutela della personalità altrui, obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti, rispetto degli ideali della lealtà e della buona fede, obbligo a rettificare notizie inesatte e a riparare eventuali errori, rispetto del segreto professionale sulle fonti delle notizie.(“Ecco cosa devono ricordare ed imparare i tanti pinocchi-giornalisti, prendendo esempio dalle grandi firme e maestri (ENZO BIAGI, ENRICO AMERI, SANDRO CURZI, SANDRO CIOTTI, NANDO MARTELLINI), e non andare a caccia di notizie con troppa insistenza, o senza troppi scrupoli, perché non è mai un bello spettacolo. Eccitati all’idea di vedere il loro nome in prima pagina, e magari di vincere un premio, o intimiditi da un direttore autoritario, nel corso degli anni (dal 2006), hanno commesso ogni genere di atrocità professionali, pressappochismo giornalistico, disinformazione, faziosità giornalistica e mediocrità.”). Mi scusi il mio lungo intervento, ma essendo sportivo, avendo giocato a calcio, ed essendo amante del calcio, quello del rettangolo verde, che è il vero giudice di ogni partita, e non quello da bar o parlato dove sono facili le illazioni, e cercando di amare il calcio e non di distruggerlo, quindi per onestà intellettuale, lasciando libero ad ognuno le proprie considerazioni, e appellandomi alla sua obbiettività e sportività che la contraddistingue……….., segua il processo di Napoli di calciopoli (sul sito radio radicale “processo a Luciano Moggi”) e quello di Milano Telecom, forse non avremo più le allucinazioni e ci faremo una bella, bella e sana risata.

  2. avatar alessio scrive:

    Premetto che sulla questione specifica abbiamo opinioni NETTAMENTE differenti..
    tuttavia io nell’articolo non sono entrato nel merito della vicenda doping o di Calciopoli..
    ho semplicemente detto, e questo è innegabile, che tali vicende hanno finito per macchiare la reputazione della precedente gestione juventina,
    a prescindere dalle responsabilità.
    Tutto qua ;-)

  3. avatar miki foggia scrive:

    le opinioni possono essere NETTAMENTE diverse, in quanto tutti abbiamo un libero arbitrio, ma la differenza la VERITA’ E LA REALTA’ dei fatti che rende indiscutibile un opinione, se si andasse a fondo delle questioni in essere, comunque viva il calcio, e buon campionato a tutti.

  4. avatar alessio scrive:

    Credo che in Italia a difendere Moggi e la sua banda siate rimasti tu e Mughini..
    non serviva certamente Calciopoli per evidenziare una realtà palese.
    Tutta la gente onesta si era resa conto quanto ci fosse di marcio nel calcio italiano.
    Le intercettazioni telefoniche le abbiamo sentite e lette tutti, le sentenze definitive di un processo contano relativamente per chi (come me) non ha fiducia nella giustizia italiana.
    Di conseguenza, per me non c’è una realtà assodata.
    O per lo meno, la realtà non va di pari passo con la sentenza di un processo.
    Ognuno ascolta, legge, percepisce quel che è accaduto, facendosi un’idea.
    Ti dirò, da Calciopoli in poi non è cambiato assolutamente nulla.
    Ieri era la Juve di Moggi a gestire mafiosamente il potere, oggi è l’Inter di Moratti.
    Il sistema era ed è rimasto marcio.
    I potenti lo gestiscono, gli altri (i poveri) sono costretti ad abbozzare.
    Probabilmente Moratti non verrà mai condannato, e nemmeno accusato di nulla.
    Ma l’evidenza è sotto gli occhi di tutti.
    Basti vedere come l’Inter ha vinto lo scudetto 2007-2008..
    non c’è bisogno di una nuova Calciopoli per capire che quello scudetto è stato rapinato.
    Detto questo, buon campionato anche a te ;-)

  5. avatar miki foggia scrive:

    D’amante del calcio o meglio del gioco a pallone (termine usato dalle grandi firme giornalistiche)e da ex giocatore di pallone, posso tranquillamente affermare che io non difendo Moggi ecc…., ma difendo quella sfera rotonda, chiamato pallone, il piacere di calpestare e sentire l’odore del manto erboso tirando calci ad un pallone, le urla della gente sugli spalti, anche il dolore dei calci presi negli stinchi diventa piacevole o la stanchezza e i dolori del giorno dopo la partita diventano piacevoli, per chi come me ama il calcio, la gioia della vittoria, il dispiacere della sconfitta, il sudore delle maglie, l’emozione prima di entrare in campo che scompare all’improvviso, quando l’arbitro fischia il calcio d’inizio, novanta minuti (o più) che fanno dimenticare le amarezze della vita e ti rendono più felice ( lo afferma anche uno scenziato americano la Prof. Beilock con pubblicazione sulla rivista scientifica PNAS che recita:lo sport, il calcio, aiuta a stimolare il cervello, con elasticità mentale, di pensiero, di riflessi, aiuta a vivere meglio, per chi ha praticato o pratica lo sport o ama lo sport). Questa è la richezza di chi, (come tu affermi, gli altri, i poveri o meglio di chi ama il calcio), non ha il potere; le emozioni, le gioie e se vogliamo anche i dispiceri non si possono comprare, e quindi sono d’accordo con tè tutta la gente onesta, e chi ha giocato a pallone e ama il calcio sà la verità e ha capito, senza vedere il colore della maglia. Per quanto rigurda la relatà, esiste può essere bella o purtroppo brutta, ma esiste ed è la verità che fà luce su di essa, poi può essere un campo verde, o ahi mè un tribunale a decretare un risultato, però il tempo e galant’uomo, tempo al tempo. L’importante è avere la propria coscenza infatti anche evoluzione della fisica sta infatti portando a scoperte quasi sconcertanti in grado quasi di spiegare scientificamente la coscienza, portando a galla una serie di rivelazioni fino a qualche tempo fa impensabili.Queste scoperte ci hanno portato a capire l’effetto della volontà umana, sul mondo fisico, l’influenza che l’uomo ha sulla realtà e sulle vicende che accadono (calciopoli/farsopoli). È stato infatti scientificamente provato che la mente umana è in grado realmente di interferire sul mondo, addirittura il nostro DNA ha il potere di modificare fisicamente le cose. La coscienza (Nella formulazione freudiana, in tedesco Bewusstsein) è una qualità della mente che di solito include altre qualità quali ad esempio la soggettività, l’autoconsapevolezza, la conoscenza stessa e la capacità di individuare le relazioni tra sé ed il proprio ambiente circostante. Nel linguaggio comune, si intende per coscienza la consapevolezza dell’ambiente circostante e la facoltà di interagire con esso; ciò in contrasto all’inconsapevolezza (calciopoli, “la realtà e la verità vale per mille accusatori, per mille testimoni e per mille prove”). L’espressione livelli di coscienza indica che la coscienza pare variare a seconda dei diversi stati mentali (quali ad esempio l’immaginazione (calciopoli, “da una sola scintilla scoppia un incendio”) ed i sogni ad occhi aperti. L’incoscienza si definisce, per negazione, come lo stato mentale nel quale la coscienza è assente.
    Quindi per finire cerchiamo di amare il calcio e difendiamolo al di là del colore delle maglie.

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